“Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore.”

(Paul Eluard)

mercoledì 22 giugno 2016

Pasta con i peperoni

Non so voi, ma io amo alla follia i peperoni, per non parlare della pasta fresca di grano duro aww :3 Oggi quindi vi propongo uno dei miei piatti forti ^_^ Useremo la pasta fresca di semola di grano duro, nello specifico gli scialatielli, mi riservo di darvi la ricetta per farli in casa in un altro momento, per ora usiamo quelli confezionati. Potete sostituirli con qualsiasi formato di pasta secca che preferite, ma io vi consiglio comunque la pasta corta, tipo tortiglioni, fusilli, pennoni, riccioli o paccheri...Detto questo, siete pronti? Grembiule allacciato e cucchiarella alla mano, ora iniziamo!



Per 3-4 persone (dipende da quando mangiate eheheh)
1 peperone rosso grande
1/2 cipolla bianca
8 pomodorini pachino o datterini
6 olive nere
4 cucchiai di salsa di pomodoro
olio evo, peperoncino, origano, basilico q.b.
500 gr. di scialatielli freschi
grana, lievito alimentare, o mandorle (facoltativo)

Per rendere i peperoni più digeribili gli esperti suggeriscono di spellarli, dopo averli scottati su una griglia, ma io onestamente non lo faccio mai, li mangio anche crudi XD Versate in una padella 4 cucchiai di olio di oliva. Tritate finemente la cipolla e i peperoni. Metteteli in padella, aggiungete giusto un pizzico di sale per aiutare la fuoriuscita di liquidi, coprite con un coperchio e lasciate cuocere per 5 minuti, dopodiché aggiungete un goccio d'acqua e continuate la cottura per un'altra decina di minuti. Nel frattempo tagliate i pomodorini e uniteli ai peperoni, insieme alla salsa. Salate e aggiungete peperoncino a vostro piacimento.Coprite nuovamente e lasciate cuocere per un quarto d'ora, avendo cura di unire un po' di acqua per non far asciugare troppo il sugo. Intanto mettete la pentola con l'acqua per la pasta sul fuoco. A fine cottura unite al sugo le olive nere tritate, un pizzico di origano e foglie di basilico spezzettate a mano. Salate l'acqua, quando bolle (circa 10 gr. di sale grosso per ogni litro d'acqua) e buttatevi la pasta. Una volta cotta, saltatela in padella con il sugo e godetevela. Se volete, potete aggiungere anche del grana grattugiato non troppo stagionato, o del lievito alimentare, ma quello che vi suggerisco io e vi assicuro che ci sta da dio, è un mix di mandorle tritate finemente (2 cucchiai) e pangrattato (1 cucchiaio), il tutto tostato in padella con un cucchiaio di olio, alla fine potete miscelarvi anche 1 cucchiaio di lievito alimentare, prima di usarlo. Provate le varie opzioni per capire quale preferite.Buon appetito!

lunedì 20 giugno 2016

Focaccine delle Fate

Eccoci qui alla prima ricetta! Siccome siamo in Luna piena e questa sera sarà il Solstizio d'Estate, ho pensato di inaugurare il blog con una ricettina semplice e veloce, tutta dedicata alle fate, che nella notte di Mezza Estate danzano luminose, tessendo dolci incanti, sotto l'astro d'argento. Di certo apprezzeranno, come voi, queste piccole focaccine che contengono tutti ingredienti di cui vanno notariamente ghiotte. Queste focaccine hanno une bella crosticina croccante, sono profumate, leggermente dolci, e adatte anche per uno spuntino, o al mattino, per colazione. Quindi, adesso, grembiule allacciato e cucchiarella alla mano...1 2 3...iniziamo! :D 



Ingredienti per 6 focaccine:
200 gr. di acqua
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di miele, o in alternativa sciroppo di malto o d'acero
2 cucchiaini di sambuca, o liquore strega
buccia di mezzo limone
200 gr. di farina integrale, o di farro
50 gr. di farina d'avena
1/2 bustina di lievito di birra secco, o 1/2 cubetto di lievito di birra fresco
se vi piacciono, potreste aggiungere, una manciata di fiorellini di sambuco, biancospino, o di trifoglio, ovviamente non trattati.

olio d'oliva
acqua
zucchero integrale di canna

In una ciotola versate l'acqua, il lievito, il miele/sciroppo, la buccia di limone e il liquore. Unite anche i fiori se pensate di usarli. Setacciate le farine e unitelo al liquido, mescolando velocemente con un cucchiaio, alla fine unite il sale. La consistenza sarà collosa e morbida. Coprite con della pellicola e lasciate lievitare per un paio d'ore. Prendete 6 stampini da crostatine di circa 10 cm. di diametro, foderateli con della carta da forno bagnata e strizzata e versatevi all'interno l'impasto, distribuendolo in quantità uguali. Lasciate lievitare per un'altra mezz'ora. Preriscaldate il forno a 200° C. In un bicchiere miscelate 1 cucchiai di acqua con 2 cucchiai di olio di oliva e ungete la superficie delle focaccine, realizzando i classici buchini. Spolverate con zucchero integrale e infornate per 10 minuti. Abbassate la temperatura a 150° C. e lasciate cuocere per altri 10-15 minuti, finché non saranno ben dorate. Lasciate raffreddare e buon appetito!!! ^_^

domenica 19 giugno 2016

Benvenuti! Mi presento.

Eccomi qui! 
Mi chiamo Antonella, sono nata nel 1985 e sono una gran golosona :) Amo cucinare praticamente da sempre e non credo di ricordare un'età in cui io non abbia pasticciato in qualche modo tra i fornelli. Il cibo per me è sempre stato croce e delizia e la mia bilancia non si risparmia di ricordarmelo ogni volta che ci incontriamo eheheh Ma non ci posso far niente, mi piace mangiare e mi rilassa cucinare. Ultimamente ho maturato un certo interesse per la cucina vegetariana e vegana e nella speranza di riuscire a rendere la mia alimentazione più regolare, leggera e sana, ho pensato di creare questo blog per aiutarmi e condividere contemporaneamente le mie nuove ricette. I cambiamenti si sa, sono sempre difficili da digerire e la tentazione di tornare alle vecchie abitudini è sempre dietro l'angolo, ancor di più se si è una torella pigra come me :P
Qualcuno afferma che il futuro è veg, io onestamente non saprei dirlo, ma di certo so che sempre più persone scelgono un’alimentazione vegetale. Si potrebbero fare discorsi etici, ambientali e anche salutisti (ovviamente non validi per tutti), assolutamente condivisibili, ma io credo che l’unica cosa innegabile e oggettiva è che ognuno debba sentirsi libero di scegliere consapevolmente cosa è meglio per sé stesso, per il proprio corpo e per il proprio cammino, senza interferire con le scelte degli altri, meritando per questo tutto il rispetto dovuto. Non sono tra quelle persone convinte che solo facendo una scelta del genere si possa raggiungere un elevato grado di evoluzione, o di illuminazione, ma di certo non ho nulla in contrario verso chi fa certe scelte, purché siano consapevoli e fonte di benessere e serenità. Non gradisco le mancanze di rispetto e gli estremismi, di qualsiasi natura, quindi, sia da una parte che dall'altra, non trovo carino chi, spesso per preconcetti, aggredisce, critica, giudica, insulta, o si arroga il diritto di essere detentore di verità assolute e di saggezza infusa, per cui qui troverete solo civiltà e pacato rispetto.
Tornando a me, ho scoperto la cucina vegana un po’ per esigenza, anche pratica,un po’ per estrema curiosità. Essendo una donna che ama il cibo e tutto ciò che vi ruota intorno, in modo quasi erotico, mi sono trovata sempre più spesso ad aver a tavola persone vegetariane, o vegane. Ho dovuto quindi addentrarmi in questo mondo nuovo per poter soddisfare i loro palati e anche quelli degli altri, evitando così di cucinare cose diverse, ma cercando di rendere piacevole e soddisfacente per tutti l’esperienza e il tempo condiviso a tavola. 
Sono una donna che ama sperimentare nuovi sapori e nuove consistenze, quindi per me la cucina vegana rappresenta uno stimolo enorme. La necessità e la possibilità di autoprodurre quasi tutto, rende la cosa ancora più elettrizzante e la scoperta di nuove tecniche è quasi eccitante, certo richiede più tempo ed organizzazione, ma che soddisfazione quando si raggiunge il risultato desiderato! Lo scoprire la possibilità di creare alternative valide e altrettanto buone, ai prodotti tradizionali, ma anche l’uso di nuove farine e di nuovi ingredienti, mi ha fatto tornare indietro all’infanzia. Ricordo le emozioni e il gioco che accompagnavano il tempo trascorso in cucina, quando iniziavo a scoprire i processi di trasformazione dei cibi, le ricette della tradizione, per poi far spazio alla fantasia e ai sensi, nella creazione di ricette mie, o improvvisate, alla sperimentazione di ricette provenienti da altre parti del mondo, fino a padroneggiare bene le tecniche e gli ingredienti. 
Venendo da una cultura meridionale, in cui il cibo conserva ancora una valenza sacra e dove il riunirsi per condividere un buon pasto in allegria è ancora un atto che aiuta a rinsaldare i legami e a stemperare le tensioni, è stato semplice da un certo punto di vista, in quanto la nostra tradizione culinaria è piena di ottime ricette a base di verdure, che facilmente si possono alleggerire e modificare, senza che il sapore ne faccia le spese. Ma dall’altra parte, la difficoltà è data dalla grande abbondanza di carne, salumi, uova, latticini e pesce nei deliziosi rustici, primi e secondi il cui solo profumo è capace di “resuscitare i morti”, spalancare lo stomaco e sciogliere il cuore in un mare di ricordi e calore. Infatti, proprio le mie radici campane mi hanno fatto titubare all’inizio, è stata dura accettare l’idea di dover rinunciare a certe delizie, quindi la prima sfida è stata trovare la ricetta perfetta, le giuste sostituzioni, per non sacrificare i piatti tipici che tanto mi hanno coccolata durante la mia vita.
La spinta più grande è arrivata, come sempre accade, dal cuore, più che dallo stomaco. Incontrare una persona davvero speciale, che ha fatto una scelta così netta, ha fatto leva sul mio istinto naturale di accudire e nutrire chi amo e questa è stata la motivazione definitiva. 
L’idea di questo blog nasce proprio da questo bisogno di dare amore, nutrimento e sostegno attraverso il cibo...e se facendo ciò, si può anche far del bene al nostro pianeta, perché non farlo?!?
Ricordiamoci che il cibo è energia, ogni alimento è composto da una certa percentuale di acqua, che per sua natura memorizza e conduce, quindi esso assorbe le emozioni e i pensieri di chi lo prepara trasferendoli poi a chi lo ingerisce, non è quindi una sciocchezza ciò che spesso le nonne ripetevano, ossia che non si dovrebbe cucinare quando si è arrabbiati se non si vuole avvelenare anche gli altri e che è bello invece cantare e ridere mentre lo si fa. E’ anche vero che la cucina è un’ottima valvola di sfogo che può trasformare la rabbia e la frustrazione in qualcosa di positivo, esattamente come i singoli alimenti si sposano insieme e si trasformano per diventare qualcosa di delizioso. Lasciate quindi le tensioni fuori dalla cucina quando preparare per altri e divertitevi a sperimentare e a giocare, come i bambini, riempite la vostra vita di gusto, colore e profumo…un pizzico di sale qui, un po’ di cannella lì e la magia è fatta!